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Rita Levi-Montalcini 1909-2012

Nel 2001 Rita Levi-Montalcini, in occasione del Forum Ambrosetti, a Cernobbio, propose di far nascere un Istituto di ricerca internazionale in Italia dedicato interamente alla ricerca sul cervello.

La proposta fu accolta con entusiasmo e nel 2002 nacque l'European Brain Research Institute (EBRI).

EBRI si dedica a promuovere la visione di Rita Levi-Montalcini di un istituto di eccellenza scientifica nella ricerca sul cervello che avrebbe attratto scienziati stranieri in Italia così come offrire ai neuroscienziati italiani, che lavorano in prestigiosi istituti stranieri, l'opportunità di ritornare in Italia.

 

Elogio dell' imperfezione

Rita Levi-Montalcini ha dedicato la sua vita alla scienza ed all'umanita'. Il seguente testo, tratto dalla sua autobiografia "Elogio dell'imperfezione", testimonia il suo esemplare modus operandi nella vita. Speriamo che serva da ispirazione a molti.

“La mancanza di complessi, una notevole tenacia nel perseguire la strada che ritenevo giusta e la noncuranza per le difficoltà che avrei incontrato nella realizzazione dei miei progetti, lati del carattere che ritengo di avere ereditato da mio padre, mi hanno enormemente aiutato a far fronte agli anni difficili della vita.

A mio padre come a mia madre debbo la disposizione a considerare con simpatia il prossimo, la mancanza di animosità e una naturale tendenza a interpretare fatti e persone dal lato più favorevole. …Considerando in retrospettiva il mio lungo percorso, quello di coetanei e colleghi e delle giovani reclute che si sono affiancate a noi, credo di poter affermare che nella ricerca scientifica, né il grado di intelligenza né la capacità di eseguire e portare a termine con esattezza il compito intrapreso, siano i fattori essenziali per la riuscita e la soddisfazione personale.

Nell’una e nell’altra contano maggiormente la totale dedizione e il chiudere gli occhi davanti alle difficoltà: in tal modo possiamo affrontare problemi che altri, più critici e più acuti, non affronterebbero. …ho tentato, come risulterà dalla lettura di questo libro, che è una specie di bilancio o rapporto finale, di conciliare due aspirazioni inconciliabili, secondo il grande poeta Yeats: «Perfection of life, or of the work».

Così facendo, e secondo le sue predizioni, ho realizzato quella che si può definire «imperfection of the life and of the work». Il fatto che l’attività svolta in modo così imperfetto sia stata e sia tuttora per me fonte inesauribile di gioia, mi fa ritenere che l’imperfezione nell’eseguire il compito che ci siamo prefissi o ci è stato assegnato, sia più consona alla natura umana così imperfetta che non la perfezione.”